L’occhio meccanico dell’artista Patrick Connors

Da Frankenstein in poi molti artisti hanno immaginato mostri con occhi meccanici, frutto di raccapriccianti incroci tra uomini e robot. Tra loro c’è l’illustratore Patrick Connors che con l’opera Clockwork Eye disegna un occhio che ha ben poco di umano e molto di robotico.

Vero, quelle ciglia lunghe e folte sembrano vere. Ma quell’occhio? I capillari sono ridotti a circuiti elettronici, l’iride è un groviglio di congegni degni di una bomba a orologeria, la pupilla è l’obiettivo di una moderna macchina fotografica. Nella sua creazione Connors esprime tutta la sua passione per il cinema: i congegni starebbero bene in una moderna edizione del film Tempi moderni; l’obiettivo somiglia a quello che apre tutti i film di 007; il titolo dell’opera, Clockwork Eye, rievoca Clockwork Orange, il controverso capolavoro di Kubrick (tradotto in italiano come Arancia Meccanica).

Quella di Connors è la visione di un mondo assurdo e spaventoso, dove l’unico ricordo della presenza umana sono le citazioni dalla settima arte.

 

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